Sacrestia Nuova
Una nuova sacrestia, accanto a quella già esistente, venne edificata all’inizio del XVIII secolo per volere di Clemente XI Albani, annoverata tra i doni che il pontefice dispose per la cattedrale nel 1705; i lavori terminarono nel 1712.
L’imponente struttura in legno, costituita di credenze ed armadi, assolve da subito al compito di conservare sacre suppellettili precedentemente ricoverate altrove, testimoniando una primaria funzione di servizio alla liturgia, quale ambiente utile al deposito di paramenti ed arredi liturgici, oltre a luogo in cui avveniva la preparazione dei sacerdoti.
La qualità e la struttura degli arredi lignei, i grandi armadi ad ante che svelano ampie vetrine,
rientra nella tipologia delle sacrestie secentesche romane e tradisce già una volontà, che gli arredi potessero, all’occorrenza, essere mostrati. Tale vocazione conservativa e espositiva, è tutt’ora rispettata nell’allestimento del Museo Albani: dal 1964 fino al riallestimento del 2010, come in origine, erano qui posti ori e argenti; oggi, per consentire una visione ravvicinata degli oggetti secondo le più recenti disposizioni museografiche, si è scelto di collocare le suppellettili entro apposite teche e di sostituirle all’interno degli armadi con paramenti sacri.
Il progetto di Clemente XI per la sacrestia, cosiddetta “nuova”, nella quale vengono collocati armadi e credenze atti a conservare e, in alcune occasioni, a mostrare «le suppellettili più preziose, come parimenti alcune reliquie» sembra costituire momento centrale di un processo oramai iniziato e che trova compimento nell’istituzione ufficiale del Museo.



