Sala VII | Tesoro della Cattedrale

 
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La sala propone un viaggio alla scoperta di varie tipologie di oggetti liturgici, di manufatti che hanno una specifica funzione nella prassi liturgica e sono portatori di qualità estetiche in quanto espressione di valori di civiltà. Ori e argenti, calici, ampolline e reliquiari sono utilizzati nella celebrazione eucaristica, nella ritualità legata al culto dei Santi e sono segni della struttura terrena della Chiesa. La preziosità dei materiali, la raffinatezza della lavorazione testimoniano l’alta perizia tecnica raggiunta dagli argentieri nel XVIII secolo, in particolar modo in ambiente romano. Al periodo barocco è riconducibile il reliquiario di S. Crescentino, utilizzato per la processione nella festa patronale.

Quasi come un atlante dell’attività di Clemente XI, si configura il complesso di medaglie e monete coniate dalla zecca pontificia per celebrare il pontefice, che commemorano gli eventi salienti del periodo in cui Giovan Francesco Albani era al soglio pontificio (1700-1721). Alle pareti, i dipinti rappresentano una tappa successiva al percorso intrapreso nelle altre sale del Museo, attraverso opere provenienti dal territorio dell’Arcidiocesi, a partire dal XIV secolo per approdare ad esiti ancora iscrivibili nell’orbita baroccesca, come gli esempi riconducibili a Girolamo Cialdieri (1593-1680). Il pittore aggiorna il suo linguaggio sul modello del veronese Claudio Ridolfi (1570 ca.-1644) che porta ad Urbino la luce ed il colorismo veneto.