Sala IV | Urbino e le Arti del Rinascimento

 
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Questa sezione del Museo racconta le straordinarie esperienze artistiche nel Ducato di Urbino durante il Rinascimento, epoca di cui Urbino è riconosciuta universalmente una delle capitali. Nella II metà del XV secolo, Federico da Montefeltro costituisce alla sua corte un centro culturale di grande spessore: si possono trovare musicisti accanto a medici di indubbia fama, filosofi e letterati, matematici, oltre ad artisti del calibro di Piero della Francesca (1420 ca.-1492). L’estrema lungimiranza di cui il principe è dotato, unita agli interessi più svariati che la sua committenza testimonia, è alla base di quella cultura urbinate che si nutre dei linguaggi più diversi, dai maestri umbri e toscani, ai fiamminghi, prediligendo la ricerca prospettico-spaziale, nel miraggio della costruzione di uno spazio ideale. La scuola locale vede protagonisti Giovanni Santi (ante 1439-1494) e Timoteo Viti (1470-1523) i quali danno vita a fiorenti botteghe che contribuiscono in maniera determinante alla formazione del giovane Raffaello Sanzio (1483-1520), preziose espressioni di un linguaggio artistico che si aggiorna sui grandi Maestri e sulle principali tendenze artistiche del momento. Di grande qualità formale ed espressiva sono le opere riferibili ai Coda attivi Rimini fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, che testimoniano, nella matrice comune, come il lavoro di bottega fosse una prassi consolidata e praticata già agli inizi del XVI secolo.